Guida alla scelta di un parquet
Tra i tanti elementi che dobbiamo valutare nel momento in cui siamo intenzionati a comprare una casa, o a ristrutturarla, un ruolo di rilievo va sicuramente riconosciuto anche alla pavimentazione. Presi dall’impatto visivo degli ambienti e dall’arredamento più generale, troppo spesso mettiamo in secondo piano questo fattore che invece risulta davvero determinante, in grado di modificare completamente la resa di una casa.
Anche per questi aspetti la gamma di cui possiamo disporre presenta una possibilità di scelta davvero incredibile, e per ottenere tutte le informazioni necessarie o anche per ascoltare consigli di un certo livello è sempre meglio affidarsi ad aziende che forniscono pavimento industriale e casalingo: insomma, professionisti del settore. Una possibilità sempre più apprezzata è rappresentata dal parquet.
Sicuramente un tipo di pavimentazione particolare, bella e in qualche modo preziosa, che però deve essere valutata attentamente prima di essere scelta: per quanto possa sposarsi con i nostri gusti personali infatti, il parquet non è una scelta semplice. E nemmeno scontata. Andiamo a vedere quali sono i principali elementi da valutare in questo senso.
Il materiale e il tipo di posa
I tratti caratteristici sui quali dovremo ragionare sono sostanzialmente quattro, nello scegliere un parquet: il materiale da cui vorremo che sia composto, il suo tipo di posa, la possibile resistenza al fattore temporale ed infine il colore. Proviamo ad analizzarli tutti in sequenza, in queste righe, ricordandoci sempre che comunque questi elementi dovranno essere valutati anche in relazione all’ambiente nel quale il parquet verrà inserito.
Cominciamo quindi con la scelta del materiale, per il quale dovremo subito far entrare in gioco altri fattori dai quali dipenderà la decisione definitiva: il tipo di riscaldamento dell’abitazione per esempio. Le possibili scelte ricadono in ogni caso su due macro-gruppi: il parquet prefinito e quello in legno massiccio. Qual è la differenza tra queste due alternative?
Sostanzialmente, il parquet prefinito è composto da liste di due diverse tipologie di legno: una va a comporre lo strato principale mentre l’altra, che sarà di legno più pregiato, forma la copertura superiore. Nel parquet in legno massiccio invece i listoni sono interamente composti da un’unica specie di legno, la cui posa sarà più lunga e complessa.
E proprio questo elemento ci dà la possibilità di passare al secondo fattore determinante da tenere in considerazione: il tipo di posa. Anche in questo caso le possibilità sono due: la posa incollata o la posa flottante. Nel primo caso, il parquet viene incollato al massetto; nella seconda opzione invece le liste del parquet verranno incastrate una sull’altra e separate dal massetto con un materiale isolante: non verranno quindi incollate sulla sua superficie.
Il fattore temporale e il colore
Una volta prese le due decisioni sopra citate, che sono quelle principali, potremo passare agli ultimi due aspetti. In primis, la resistenza al fattore temporale: che cosa significa? Ovviamente il parquet, come abbiamo visto, è composto da legno: quest’ultimo è un elemento che nel corso del tempo è suscettibile a variazioni dovute a vari fenomeni, tra i quali i più noti sono sicuramente l’esposizione ad umidità, temperatura e luce solare.
Dovremo quindi tenere in considerazione tutte queste caratteristiche nella specifica abitazione, prima di scegliere il nostro parquet in maniera definitiva. Anche perché tali fattori porteranno ad un cambiamento del suo colore, nel tempo. E proprio a proposito di colore, le tonalità sono collegate alla specie di legno scelta. Le principali tipologie di cui possiamo disporre in questo senso sono quattro: esistono infatti specie legnose dalle tonalità chiare, scure, brune o anche rosse. Ovviamente la nostra scelta sarà condizionata anche dal resto dell’ambiente all’interno del quale andremo a posizionare il parquet, e con cui questo dovrà fondersi e non stonare in qualche modo.