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Come arredare un bagno in stile minimal

bagno stile minimal

L’arredamento minimal è una delle tendenze più apprezzate negli ultimi tempi. Perfetto quando si tratta di coniugare risparmio economico, sostenibilità ambientale, praticità e bellezza estetica, può essere scelto per diversi contesti dell’abitazione. In questo novero è possibile includere il bagno. Quali sono i migliori consigli da seguire se si ha intenzione di arredare un bagno in stile minimal? Nelle prossime righe, ne abbiamo raccolti alcuni.

Attenzione ai colori

Un aspetto da considerare assolutamente quando si tratta di arredare un bagno in stile minimal è il ruolo dei colori. Le cromie ideali per chi vuole improntare l’arredamento della stanza da bagno su uno stile il più possibile sobrio sono tenui. Inoltre, è molto importante che ci sia omogeneità tra i vari elementi presenti nella stanza.

Queste regole valgono sia per i mobili, sia per i complementi (se sei alla ricerca di questi ultimi in particolare, tra le proposte degli accessori bagni colorati Mar Plast puoi trovare diverse idee interessanti).

Il gioco delle forme

Quando si pensa al bagno minimal – ma anche ad altre stanze della casa arredate secondo questo stile – una delle prime cose che vengono in mente è l’immagine delle forme rigorose.

Forme squadrate e rigide sono senza dubbio al centro dell’attenzione quando si parla di stile minimal. Per sfruttare a pieno tutte le sue potenzialità, però, è il caso di ricordare che ci sono molte altre forme sulle quali ci si può focalizzare.

Tra queste è possibile citare il cerchio, che può essere reso protagonista dell’arredo bagno scegliendolo per esempio per lo specchio. In tal modo, è possibile creare un affascinante contrasto con il resto degli arredi.

Attenzione allo spessore degli arredi

Un consiglio molto importante da seguire quando si tratta di arredare in stile minimal il bagno di casa propria prevede il fatto concentrarsi solo su arredi o accessori dallo spessore non eccessivo.

Questo vale per lo specchio, che se scelto sottile consente di esaltare in maniera speciale l’eleganza del vetro, ma anche per il piatto doccia, che non dovrebbe superare i 5/6 centimetri di spessore.

Come gestire l’illuminazione nel bagno di stile minimal

Un altro aspetto sul quale soffermarsi quando si parla di arredamento in stile minimal per il proprio bagno è l’illuminazione. La prima cosa da fare per dare una svolta prevede l’eliminazione di eventuali lampadari esteticamente pesanti.

Per una stanza da bagno improntata all’essenzialità, la cosa migliore da fare è orientarsi verso faretti a LED – in questo modo è possibile ottimizzare i consumi elettrici – possibilmente orientabili, al fine di creare dei giochi di luce speciali.

Gelaterie, ecco quali sono i principali macchinari da usare

gelateria

Tutti coloro che amano il gelato sanno perfettamente come la preparazione di questo alimento non sia affatto semplice, ma si debba per forza di cose passare attraverso svariati passaggi fondamentali. Tutte le gelaterie, infatti, devono dotarsi di numerose attrezzature che permettono di ottenere il gelato, all’interno di un laboratorio dedicato.

Uno dei principali dubbi per chi ha intenzione di lanciarsi in questo settore è sicuramente quello dei macchinari da acquistare, come ad esempio le macchine per gelato Delite, in grado di garantire lavorazioni sempre di alta qualità. È chiaro che tanto dipende anche dallo spazio che si ha intenzione di dedicare al proprio laboratorio: dopo tale scelta, però, è necessario farne un’altra, ovvero quella relativa alle tipologie di macchinari da comprare.

Pastorizzatore e mantecatore

I macchinari più importanti quando si tratta di preparare il gelato sono essenzialmente due, ovvero il pastorizzatore e il mantecatore. In commercio ci sono anche dei mantecatori che integrano un pastorizzatore di ridotte dimensioni. Si tratta di una scelta perfetta per le esigenze di quanti hanno intenzione di proporsi con una bottega del gelato piuttosto ridotta e vuole risparmiare il più possibile sulle spese iniziali. In realtà, però, si tratta di un’ottima soluzione anche per tutti coloro che necessitano di risparmiare spazio all’interno del proprio laboratorio.

Importante anche l’acquisto di una torre di raffreddamento, che offre la possibilità di risparmiare in maniera importante sui vari consumi di acqua, tagliando anche le spese. Il pastorizzatore è un macchinario che è in grado di scaldare sia materie prime che semilavorati freschi, portandoli ad una temperatura tale da diminuire in maniera importante la carica batterica. Al tempo stesso, però, vengono mantenute intatte tutte le varie proprietà nutritive dei cibi. Ed è questa la principale differenza rispetto al processo di sterilizzazione.

Sul mercato c’è la possibilità di trovare svariati modelli di pastorizzatori con forme e dimensioni differenti, ma anche con un sistema di riscaldamento che presenta numerose diversità. Il sistema più sfruttato è quello a bagno maria, in cui l’acqua, che viene sia riscaldata che raffreddata da delle specifiche serpentine a resistenza elettrica, va a circolare intorno ad un vaso in cui vengono riposti gli ingredienti.

L’abbattitore, un macchinario fondamentale in gelateria

È uno dei macchinari che in gelateria ci devono essere per forza, dal momento che aiuta a ricavare dei gelati gustosi e di alta qualità, dall’ottima struttura e in grado di conservarsi per diverso tempo. Inoltre, il processo relativo all’abbattimento è particolarmente delicato, visto che c’è la necessità di far raffreddare in maniera estremamente rapida l’alimento, evitando che la qualità ne possa essere intaccata.

Quando si parla dell’abbattitore, si fa riferimento ad un frigo di elevata potenza, che è solito lavorare a temperature ridotte, con l’aria che viene ventilata grazie alla presenza di valvole estremamente potenti, che provvedono alla rimozione della condensa che si crea per via della presenza degli alimenti.

La parte centrale del prodotto viene colpita da un “shock” termico, spedendola da 90 a 3 gradi centigradi: in questo caso si parla di abbattimento rapido positivo, che dura qualcosa meno di 90 minuti. Invece, l’abbattimento rapido negativo, che viene chiamato anche surgelazione rapida, può raggiungere i -18 gradi alla parte centrale del prodotto nel giro di circa 4 ore.

Igiene nei bagni pubblici: le strategie e gli strumenti da utilizzare

bagni pubblici

L’igiene è fondamentale anche nei luoghi di lavoro. D’altronde nelle varie attività professionali ogni giorno si muovono tantissime persone. Molti trascorrono intere giornate sul posto di lavoro e utilizzano il bagno insieme agli altri. In questi contesti badare alle norme più specifiche per quanto riguarda l’igiene personale può essere veramente molto importante, per evitare il contatto con germi che potrebbero mettere a rischio la salute. Allo stesso tempo il datore di lavoro deve organizzare una regolare e corretta pulizia dei bagni pubblici, proprio per ragioni igieniche di cui non si può fare a meno. Ma come organizzare tutto ciò? Quali strumenti possono essere adatti per riuscire a garantire l’igiene totale nei bagni utilizzati in condivisione? Vediamo di approfondire l’argomento.

Quali strumenti utilizzare per l’igiene in bagno

Per scegliere i migliori prodotti da utilizzare per garantire l’igiene e la pulizia nei bagni in condivisione nei luoghi di lavoro, puoi rivolgerti a ditte specializzate, come per esempio per gli accessori bagni pubblici B24 Store. In questo modo hai la possibilità di riuscire a trovare ciò che fa sicuramente al caso tuo.

Per esempio puoi acquistare dei portarotoli industriali, in modo che la carta per asciugarsi le mani venga fornita in bobine di grandi dimensioni, che possono diventare fondamentali soprattutto quando la carta viene consumata in maniera molto intensiva. Quindi queste bobine grandi sono molto utili proprio nei contesti lavorativi.

Inoltre indispensabile in un bagno in condivisione è il dispenser di sapone. Ci sono diversi tipi di strumenti di questo genere che si possono scegliere. Per esempio ci sono quelli classici, che di solito vengono affissi a muro e che hanno un azionamento a pulsante, oppure ci sono quelli che funzionano tramite l’azionamento di una levetta.

Alcuni in particolare funzionano tramite il premere una leva che permette l’azionamento a gomito. I dispenser di questo genere risultano particolarmente importanti, perché si possono azionare senza toccarli direttamente con le mani. Quindi garantiscono la possibilità di evitare le contaminazioni.

Quali asciugamani scegliere

Nei bagni pubblici spesso si utilizzano i dispenser di carta e asciugamani. Sono degli strumenti molto utili, che non possono affatto mancare. Infatti consentono di asciugarsi le mani in maniera pratica e veloce.

Ci sono diverse tipologie che si possono utilizzare. Ci sono per esempio quei dispenser di asciugamani in rotolo che chi utilizza il bagno e si lava le mani deve poi strappare oppure ci sono quelli realizzati in fogli pretagliati.

Le piegature possono essere di diverso tipo, come per esempio gli asciugamani piegati a C, quelli piegati a V o quelli prepiegati a Z. Ciascuna tipologia garantisce un utilizzo pratico degli asciugamani.

Tutti sono stati pensati per fare in modo che, ogni volta che se ne estrae uno, fuoriesca dall’apposito dispenser l’estremità di quello successivo. In questo modo per i vari utenti che utilizzano il bagno diventa veramente molto facile servirsi di questi accessori.

Spesso negli ambienti di lavoro non si ha molto tempo a disposizione e si va in bagno nelle pause. Per questo anche gli asciugamani di carta che vengono utilizzati sono studiati e progettati e infine realizzati con appositi criteri che obbediscono ad esigenze di praticità.

È fondamentale riuscire ad utilizzare questi asciugamani, usandone uno alla volta, semplicemente estraendone dall’apposito dispenser soltanto uno, perché di solito la quantità di carta con cui viene realizzato è appositamente progettata per riuscire ad asciugare bene le mani.

Tutto ciò è fondamentale anche per ridurre gli sprechi e, di conseguenza, per ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Anche gli appositi dispenser sono studiati con delle feritoie apposite, che possono permettere l’estrazione comoda e che garantiscono la riduzione degli sprechi, trasformando i bagni pubblici in dei luoghi altamente ecosostenibili.

Gelateria, ecco quali sono le attrezzature della zona vendita più diffuse

gelateria

Quando si ha bisogno di attrezzare una nuova gelateria sono due le categorie di macchinari a cui bisogna fare riferimento. La prima è quella relativa alle attrezzature legate alla zona in cui si vende il gelato e la seconda, invece, si riferisce a tutta quell’attrezzatura che viene usata per il laboratorio.

Sempre più di frequente si va alla ricerca di soluzioni vantaggiose anche dal punto di vista economico, per rispettare il budget che ci si è dati. Ecco, quindi, che in qualche caso vale la pena esplorare la possibilità di acquistare un’attrezzatura gelateria completa usata. Anche se non sembra una soluzione ottimale, in realtà in svariate occasioni può rappresentare la scelta più adatta per chi non ha budget particolarmente elevati, ma ha intenzione comunque di lanciarsi in questo tipo di business.

I banchi a pozzetto

Per quanto riguarda le attrezzature dedicate alla zona vendita del gelato, i banchi a pozzetto sono una di quelle più richieste. I banchi a pozzetto professionali, infatti, sono un vero e proprio simbolo della tradizione della gelateria, visto che qui è sempre stato conservato il gelato creato artigianalmente.

Gli obiettivi correlati all’uso dei banchi a pozzetto professionali possono essere svariati. Ad esempio, la gelateria che è produce in proprio il gelato, può avere intenzione di provvedere allo stoccaggio del gelato in modo perfetto: in questi casi, spesso e volentieri si punta proprio sui banchi a pozzetto a glicole. Si tratta di un sistema di conservazione del gelato che è totalmente rispettoso della tradizione.

Tutte quelle gelaterie, invece, che hanno scelto di comprare il gelato da un produttore terzo (anche se può essere anche il caso di un bar che compra il gelato direttamente da una gelateria), spesso e volentieri optano per l’installazione di banchi a pozzetto ventilati. Si tratta di una soluzione senz’altro molto meno impegnativa, ma anche più veloce rispetto ai banchi a pozzetto a glicole.

I banchi a pozzetto ventilati si caratterizzano per denotare un’evoluzione tecnologia di tutto rispetto nel corso degli ultimi anni. La vasca, ad esempio, è decisamente leggera. Il motivo? Semplice, non presenta a suo interno il liquido, ma piuttosto delle ventole che servono a movimentare l’aria fredda. L’installazione avviene in maniera estremamente facile, con un comodissimo allacciamento elettrico. Con una temperatura ambiente intorno ai 30 gradi, la vasca dei pozzetti ventilata riesce a toccare la temperatura di esercizio nel giro solamente di mezz’ora, permettendo che il gelato venga velocemente inserito e limitando, al contempo, i consumi di energia elettrica.

I banchi a pozzetto statici e le vetrine gelato

Infine, troviamo anche i banchi a pozzetto statici, che vengono sfruttati in gelateria con un intento ben preciso, ovvero quello relativo alla conservazione delle granite. In altri casi, possono essere impiegati durante le attività stagionali per la vendita diretta di gelato.

Si tratta di una tipologia di pozzetti più economica in confronto ai modelli che abbiamo visto fino ad ora, senza dimenticare come integrino la tecnologia meno complessa per quanto riguarda i banchi d’esposizione di tutti i prodotti da gelateria. Tra le principali caratteristiche di un banco statico troviamo il fatto di garantire l’attività di refrigerazione tramite una serpentina in tubo di rame, che viene praticamente affogata tramite una specifica valvola di sospensione. Va da sé che l’attività di sbrinamento deve essere manuale e che porta al blocco dell’impianto.

Infine, troviamo le vetrine gelato professionali, che hanno l’interessante caratteristica di riuscire a garantire la conservazione del gelato alla temperatura giusta, mettendolo in mostra per la clientela. Le categorie, in questo caso, sono tradizionalmente due, ovvero le vetrine ventilate e quelle statiche. Le prime sono quelle che vengono acquistate soprattutto da chi produce gelato artigianalmente, mentre le seconde sono spesso presenti nei bar, stabilimenti balneari e in quei negozi che non possono contare su un laboratorio.

Come scegliere il giusto pavimento industriale

pavimento industriale

La scelta di un pavimento industriale non può essere lasciata al caso. Forse alcuni credono che si tratti di qualcosa di molto facile da realizzare in poco tempo. In realtà ci sono molti fattori che devono essere tenuti in considerazione, perché è sempre importante riuscire a capire come fare la scelta migliore. Di solito si riesce a scegliere in maniera adeguata, se si tiene in considerazione l’uso previsto e se non si trascura di fare attenzione al contesto in cui il pavimento andrà inserito. Ma quali sono le caratteristiche essenziali di cui si deve tenere conto per scegliere la giusta pavimentazione industriale? Approfondiamo un po’ l’argomento anche da questo punto di vista.

L’analisi del contesto e le caratteristiche

Se scegli per esempio i pavimenti industriali BMB system, potrai fare sicuramente la scelta migliore, tenendo in considerazione il contesto di inserimento. Considera se nel tuo luogo di produzione ci sono particolari macchinari installati, se ci sono dei veicoli in movimento e quali sono le condizioni in cui lavorano i dipendenti nella zona in cui intendi provvedere all’installazione di una nuova pavimentazione.

È importante che ci sia un contesto adeguato con delle caratteristiche iniziali essenziali, perché si possa rendere la posa in opera con i migliori risultati.

È fondamentale che la pavimentazione industriale sia resistente all’uso. La resistenza è una caratteristica molto importante da non sottovalutare, infatti ci si deve sempre premunire nel senso della prevenzione da eventuali danni che potrebbero insorgere.

Ma adesso andiamo nello specifico e vediamo quali sono più dettagliatamente i fattori da tenere in considerazione nello scegliere una pavimentazione industriale.

I fattori da considerare nella scelta della pavimentazione

L’analisi del contesto non può prescindere dal tenere in considerazione alcuni fattori importanti. Soltanto rivolgendo la giusta attenzione, si può scegliere la giusta pavimentazione industriale. In particolare si deve tenere conto del grado di scivolamento del pavimento, dell’impermeabilizzazione, della resistenza agli urti e alle alte temperature e di quanto il locale in cui la pavimentazione andrà installata sia facile da pulire e da essere oggetto di un’adeguata manutenzione.

Inoltre si deve considerare se occorrono dei pavimenti continui senza giunzioni, in modo che possa essere favorita la circolazione di macchine e veicoli.

I più comuni pavimenti industriali

Una delle tipologie che rientra tra le pavimentazioni industriali tradizionali è costituita dal calcestruzzo. Questo tipo di pavimento è utilizzato soprattutto nelle aree industriali, nei magazzini, nei centri commerciali e in moltissimi spazi, sia interni che esterni.

Questo tipo di pavimento in calcestruzzo è in grado di resistere all’usura del tempo, perché è dotato di importanti proprietà.

Un’altra tipologia di pavimento industriale è quella in poliuretano, che mette a disposizione una buona resistenza dal punto di vista chimico, termico e meccanico. Inoltre il pavimento in poliuretano ha una grande capacità di assorbire i raggi ultravioletti, senza per questo subire deterioramenti della superficie.

Come altra caratteristica importante, è da considerare il suo buon assorbimento acustico. Inoltre si presta ad una grande varietà di design e di colori.

Infine consideriamo la resina epossidica, che ha un’elevata capacità di livellamento e una grande resistenza chimica. È adatta soprattutto per quelle soluzioni in cui c’è la necessità di provvedere ad avere dei pavimenti antiscivolo.

Ci sono poi molte altre opzioni per quanto riguarda le tipologie di pavimenti industriali, come per esempio quelle in PVC, che sono adatte soprattutto per coprire superfici che hanno contenuti chimici contaminanti.

Provvedendo a fare una buona analisi del contesto in maniera preventiva, sicuramente potrai fare la scelta più adatta alle tue necessità, considerando che il panorama dei pavimenti industriali in termini di scelta è davvero molto vasto e quindi ti offre il massimo della disponibilità.

Come impreziosire il proprio ufficio in casa

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Se si è dei liberi professionisti è assai comune organizzare il proprio spazio lavorativo tra le mura domestiche: naturalmente, in tal caso sarà necessario organizzare correttamente lo spazio.

Come organizzate l’ufficio in casa

Quando si lavora in maniera autonoma è necessario creare nel proprio ambiente casalingo uno spazio che sia in grado di soddisfare le nostre necessità e che soprattutto ci permetta di ospitare anche i clienti.

Una confortevole poltrone in pelle da ufficio piuttosto che un piccolo divanetto da mettere in un angolo, vi consentiranno di personalizzare lo spazio destinato al lavoro, senza “invadere” altre camere presenti nella vostra casa. Lo studio o l’ufficio, che dir si voglia, dovrà essere costruito perfettamente con una postazione di lavoro comoda, dove la luce naturale e lo spazio siano a portata di mano. Il nostro suggerimento è quello di scegliere una camera vicina all’ingresso, così da evitare di far passare i clienti per tutte le camere della casa.

Inoltre, se sarà un’area tranquilla della casa si potrà sfruttare meglio lo studio, concentrandosi sull’attività che si è intenti svolgere. Le distrazioni create dalla tv in sottofondo, i giochi o gli strumenti dei ragazzi ed i rumori generati nella cucina dovranno essere presenti solo in lontananza per non interferire con i discorsi che farete insieme ai vostri clienti, sia di persona che al telefono.

Un dettaglio che fa la differenza

Se il vostro ufficio dovrà accogliere pure i vostri clienti, non potrete certamente tralasciare l’acquisto di ottime sedute. In questo caso, non parliamo esclusivamente della sedia dove mi accomoderete voi per lavorare, bensì di quelle che utilizzerete di fronte alla scrivania.

Il nostro suggerimento è quello di abbinare correttamente i colori tra la vostra poltrona e le sedie destinate a chi verrà da fuori, ma allo stesso tempo non potrete neppure dimenticare di scegliere qualcosa di comodo e durevole nel tempo, onde evitare di continuare a cambiare molto spesso le sedute dell’ufficio. Inoltre, il nostro suggerimento è pure quello di destinare un piccolo spazio – se disponibile – ad un divanetto due posti con un tavolino posto sul fianco, dove apporre una macchinetta del caffè.

In questa maniera, i vostri ospiti potranno sentirsi davvero al proprio agio, pure se non si saranno dinnanzi alla vostra scrivania. L’oggettistica d’arredo, poi, farà la sua differenza: un mappamondo nero ed oro, piuttosto che un soprammobile di qualche artista o, perché no, della stampe o quadri riusciranno a dare quel tocco di personalità in più alla stanza.

Gli altri elementi fondamentali per arredare l’ufficio in casa

Una volta che avrete selezionato attentamente le sedute e gli oggetti, potrete iniziare a passare ad un’altra fondamentale parte dell’arredo dell’ufficio ovvero i mobili da lavoro: dapprima, citiamo la scrivania che dovrà essere abbastanza spaziosa per ospitare il vostro computer, l’agenda e tutti quei materiali di cui avrete realmente bisogno nell’immediato. In questo modo, potrete avere a portata di mano i documenti e gli oggetti che vi serviranno per la vostra attività lavorativa.

L’arredo del vostro ufficio dovrà rispettare naturalmente lo stile che già avete imposto nella vostra abitazione e dunque, riprendere pure le nuance. Non dimenticate, poi, che anche l’illuminazione giocherà un ruolo di grande importanza: come vi abbiamo detto, sarà fondamentale scegliere una camera luminosa, ma allo stesso tempo quando arriverà la stagione invernale si dovrà sfruttare la luce artificiale.

Una lampada per la lettura da scrivania, oltre all’illuminazione per tutta la stanza, potranno creare la giusta atmosfera per accogliere gli ospiti e per farvi lavorare per bene alla scrivania.  Infine, non dimenticate di regolare correttamente anche la temperatura della camera: l’aria non dovrà essere né eccessivamente calda e né fredda: disponete perciò un climatizzatore deumidificatore così da regolare correttamente la temperatura dello studio senza far desiderare di scappare ai vostri ospiti.

Arredare un Ufficio: quali sono le giuste strategie?

Arredare un Ufficio

Arredare un ufficio richiede di operare su due fronti, perché si deve unire la praticità, indispensabile un ambiente di lavoro, con il vantaggio estetico.

Infatti sia per gli operatori che per i clienti un ambiente invitante, sobrio e al tempo stesso elegante offre molti vantaggi, che non devono essere trascurati.

È quindi importantissimo orientarsi verso un fornitore in grado di garantire performance di alto livello, mantenendo i costi entro margini accettabili, senza però rinunciare ai vantaggi offerti dagli standard e dalla modernità.

Due strategie per l’arredo

Nell’approccio alla progettazione degli arredamenti da ufficio ci sono sostanzialmente due grandi strade. La prima è quella che si adatta agli spazi dirigenziali, che hanno bisogno di un approccio più personale.

Per loro stessa natura devono consentire agli impiegati di alto livello di operare in un ambiente rilassato, che però trasmetta chiaramente tutta l’importanza del ruolo che viene ricoperto.

In particolare se si tratta di dirigenti di settore e quadri di alto livello, hanno bisogno di un ufficio in cui accogliere degnamente i loro visitatori e al tempo stesso di spazio in cui poter approfittare di brevi momenti di relax. Qua l’approccio è di design con arredi nobilitati, sedute e poltrone comode, adatte per ricevere e per fare riunioni.

Gli spazi invece dedicati agli impiegati e alle postazioni di lavoro devono essere più semplici, ma comodi, perché spesso ci si trova a lavorare fermi nella stessa posizione per tutta la giornata. È quindi indispensabile che l’ambiente sia lineare, con sedie comode ma semplici, tavoli standard modulari, sia per postazioni classiche che in piedi,

I materiali devono mantenere una certa funzione estetica quindi vanno scelti resistenti e facili da pulire da parte del personale dedicato, in modo tale che ogni mattino ci si trovi a lavorare in un ambiente tranquillo ed adatto.

Le strategie per gli uffici

Per l’arredamento di un ufficio si può optare per un open space, una suddivisione con pannelli, oppure piccoli spazi singoli a seconda di come è strutturato l’ambiente di lavoro.

L’open space offre il grosso vantaggio di non rinchiudere gli impiegati in cubicoli, permettendo loro la possibilità di comunicare apertamente durante gli orari di lavoro, creando così un sistema di scambio delle informazioni e generando un ambiente più dinamico.

Infatti se lo spazio non è molto rumoroso la presenza dei setti isolanti che separano le postazioni non è assolutamente necessaria e soprattutto laddove si devono affrontare problematiche complesse lo scambio diretto è indispensabile per rafforzare il senso di squadra e creare strategie di problem solving.

Un ambiente in cui invece la componente comunicativa verso l’esterno, ad esempio un call center o un ufficio vendite può aver bisogno di ambienti parzialmente separati, grazie all’impiego di setti in materiale fonoassorbente che isolano i singoli operatori, ma che soprattutto evitano che il brusio di fondo diventi insopportabile, impedendo il corretto svolgersi delle operazioni e rientrando continuamente nei telefoni.

La terza strada invece che quella che prevede l’utilizzo di uffici singoli ed è più adatta ad uno spazio in cui una parte delle operazioni si debba svolgere in un ambiente condiviso, ma non vi sia necessità di comunicazione diretta tra i singoli operatori in tutte le fasi e che si trovano quindi a lavorare in maniera più comoda in uffici privati.

Il ruolo del General Contractor nella progettazione

Il General Contractor non si occupa soltanto della gestione dell’arredamento di un ambiente, ma svolge un ruolo di tramite e di progettazione di tutto l’ufficio. Il suo compito in sostanza è quello di farlo passare da una stanza vuota appena acquisita ad una struttura completa, dotata di tutto quanto è necessario per lavorare a pieno regime.

Quindi il compito del General Contractor è quello di definire l’impiego di pareti separatorie e impianti elettrici o idraulici attraverso le soluzioni modulari e coordinare fornitori e operatori fidati, come elettricisti, idraulici e tecnici in generale, che si occupano di assemblare e ottimizzare gli spazi.

Per questo un General Contractor ha bisogno di molta esperienza accumulata sul campo, perché deve costruire un rapporto di relazione con il cliente per rendere concrete le idee e le proposte, e offrire uno spazio sicuro e moderno.

Fonte delle informazioni: https://spaziocompany.it/arredo-ufficio/

Design industriale per un ambiente di lavoro al passo con i tempi

design industriale

Ambienti di coworking, bar e anche uffici di giovani aziende stanno riscoprendo lo stile industriale, adattandolo alle proprie esigenze.

Le soluzioni creative sono molteplici, come i materiali da impiegare. Sempre più imprenditori che aprono bar alla moda e bistrot, nonché giovani startupper con la mente piena di idee, vedono il design di interni come canale di comunicazione e creatività.

Inestimabile per il branding e le relazioni con i clienti, il gusto in materia di arredo d’interni trasmette cura per i dettagli e ricerca dell’eccellenza.

Un mix di stili

Il design industriale richiama naturalmente le vecchie fabbriche, soprattutto degli anni 50’, uno stile che però mescola vecchio e nuovo, vintage e moderno.

Per questo, sebbene ci siano precise regole da seguire si può sempre modificare qualche piccolo particolare per personalizzare lo stile ed adattarlo all’ambiente.

La prima idea a cui possiamo arrivare sicuramente è quella di utilizzare legno in  combinazione con metallo. L’obiettivo è quello di far apparire lo spazio come un vecchio magazzino o, come dicevamo prima, una vecchia fabbrica.

L’arredamento industrial style, ecco le principali caratteristiche

Se siete indecisi in materia di arredamento, sicuramente dovreste preferire mobili di legno, resistenti, anche non finiti e definiti da minuterie metalliche sui bordi o scaffalature in metallo con reggimensola in vista. I colori da usare necessariamente, combinati o in alternativa sono arancione, grigio, marrone, meglio se leggermente sbiaditi per richiamare l’idea di vissuto.

La preferenza per una tipologia di arredo minimal o comunque funzionale non deve ostacolarci però dall’apportare oggetti vintage, come un giradischi o una radio degli anni 50’.

Perfetta sarebbe una parete con mattoni esposti, che si può naturalmente decorare con quadri o oggetti preferibilmente retrò, che conferiscono all’atmosfera l’epoca giusta.

Sul soffitto si possono vedere tubi, minuteria metallica e condotti che non devono assolutamente essere nascosti.  La struttura dell’edificio infatti può aiutare ad arredare, mostrando tutte quelle imperfezioni che anzichè essere inadeguate possono proprio fare al caso nostro.

Elementi in pelle o finta pelle possono dare un tocco in più a completamento; anche il cuoio può essere la soluzione ideale. Possono completare l’arredamento un pouf o un divano con inserti in metallo. Se vogliamo aggiungere qualcosa di elegante ma sempre nel nostro stile un tappeto potrebbe essere la soluzione, meglio se di colori sbiaditi o neutri come quelli già citati oppure, in alternativa, di iuta, se preferiamo uno stile tendente al rustico.

Non solo interni in questo stile, ma anche gli esterni! Basti pensare ai container arredati come appartamenti, come quelli a Roskilde, in Danimarca o alle fabbriche in disuso ri-progettate per ospitare dei locali.

Modelli esemplari

A Montréal, in Canada, Das Bier, il progetto di Humà design + architecture è l’esempio perfetto di locale con design industriale. Ci sono tutti gli elementi dell’industria, con legno e metallo perfettamente combinati.

Un altro esempio è il caffè-ristorante Feast of Merit vicino a Melbourne, in Australia. Si notano subito le pareti scoperte, con i mattoni in vista; altre soluzioni che possiamo trarre da questo esempio sono i vasi e le lampadine pendenti dal soffitto: i primi donano un po’ di colore, mentre le seconde illuminano completamente il locale. L’arredamento scelto sono tavoli in legno chiaro e sedie di metallo di colori diversi, disposte una accanto all’altra.

Se invece preferite utilizzare prevalentemente il legno e similari per arredare in stile industrial, un esempio è il Kahuna Poke, un ristorante di Francoforte in cui sebbene le ricette siano tipiche hawaiane ha optato per un design industriale con un netto contrasto tra legno e metallo. Anche qui la scelta delle piante per ravvivare l’ambiente ma con un’accortezza: dai vasi spuntano minuterie metalliche, come quelle realizzate da Lidi. Sul sito si possono trovare inoltre eleganti soluzioni per i mobili e per i reggimensole a vista che al nostro appartamento non possono proprio mancare.

Adesso che avete capito cosa caratterizza questo stile e volete portare un po’ di design industriale a casa vostra, seguite le linee guida e mettetevi alla prova!

Arredare l’ufficio: eleganza discreta

arredare ufficio

Arredare l’ufficio o l’angolo studio in una casa spesso è indispensabile. Non tanto per le proprie ore di studio e di lettura ma proprio per lavorare, se si svolge un’attività che richiede interventi da realizzare con documentazioni e con computer un angolo in casa propria dove poter lavorare è di grande utilità.

L’ufficio perfetto

Ma come deve essere un ufficio realizzato tra le pareti domestiche? Oggi sono molte le persone che lavorano da casa, e quindi hanno bisogno di un vero spazio per la propria attività,  assolutamente funzionale e pratico e che soprattutto non porti via troppo spazio al resto dell’abitazione, soprattutto se la metratura totale non è molto rilevante.

Ma uno studio performante e ben attrezzato, in casa, può essere la soluzione al risparmio per evitare di affittare altri locali altrove, e quindi molto più comodo perché non ci si deve spostare ogni giorno.

Home Working e passione per l’arredo

Un angolo perfetto per l’Home Working deve essere arredato con una scrivania, una poltrona ergonomica, per poter stare seduti molte ore senza problemi alla schiena, servono contenitori,  mensole, cassettiere, e archivi a scomparsa; la scrivania deve essere liscia, spaziosa e stabile, dotata di cassetti è ancora meglio.

La scelta della poltrona, come già detto è molto importante per il benessere del fisico;  o un corpo che sta a lungo nella stessa posizione rischia di accusare poi dolori articolari o muscolari;  è preferibile non optare per vecchie poltrone che abbiamo già in casa, ma puntare la spesa principale proprio sulla poltrona ergonomica, che è assolutamente essenziale per lavorare bene e a lungo.

Scelte funzionali e stilistiche

Le scelte stilistiche e funzionali devono essere basate sul gusto e sulle necessità personali, importantissimi sono i cassetti, ogni mobile deve avere dei cassetti dove poter riporre tutto il materiale lavorativo, sia cartaceo che ti altro tipo, lo studio in casa deve essere un angolo ordinato e pratico, fornito di tutto il necessario per lavorare, studiare, con ogni cosa a portata di mano ma senza creare disordine.

Consigli da un esperto

I mobili devono avere le giuste dimensioni per occupare lo spazio in maniera ottimale; ovviamente non è semplice; se non si riesce ad organizzare e realizzare il proprio studio da soli ci si può sempre rivolgere a un interior design che con la sua consulenza e la sua esperienza potrà consigliare la soluzione al migliore prezzo;  costi oggi decisamente più bassi di qualche anno fa;

I mobili devono essere disposti in modo armonico per creare energia positiva, e  un atmosfera accogliente, Soprattutto se si devono ricevere clienti o pazienti; la scrivania deve essere sempre rivolta verso la porta d’ingresso della stanza; questo aiuta la concentrazione, e inoltre accoglie bene le persone che entrano dalla porta, è anche una regola di bon ton tradizionale rivolgere il viso alla porta di entrata della stanza.

Luce naturale

Le finestre solitamente devono essere sempre laterali rispetto allo scrittoio; se nel locale la finestra è a destra ancora meglio, si può godere della luce naturale, dell’aria fresca, e lo studio acquista   un aspetto luminoso e migliora tutto l’insieme del locale; ogni arredo all’interno di uno studio non deve essere d’ostacolo alle normali azioni lavorative e non deve ostacolare altri mobili.

Quindi è meglio optare per le soluzioni che sfruttano lo spazio verticale; mentre la scrivania invece deve essere molto spaziosa e ampia, per illuminare è bene affidarsi a un lampadario centrale a sospensione; ma non vanno disdegnate anche le lampade da terra; se lo spazio lo consente in un angolo e bene posizionare un divanetto e un tavolino basso per permettere ai clienti di attendere; magari mentre si svolgono altre operazioni amministrative.

Accessori e strumenti utili

L’altro aspetto importante dell’ufficio realizzato fra le mura domestiche sono i complementi ovvero l’oggettistica, quindi via libera a mensole, vani e cassetti, contenitori salvaspazio, e anche soluzioni da appendere alle pareti in modo da avere tutto il necessario per il lavoro a portata di mano. Ogni cosa deve avere il suo posto preciso; sulla scrivania è meglio tenere pochi accessori per agevolare la pulizia quotidiana, ma anche per lavorare in un ambiente poco caotico.

Molto utili sono i pannelli da appendere alle pareti per appuntare portachiavi, bigliettini, promemoria, e tutto quello che ci può servire subito a portata di mano quando lo cerchiamo, un’altra cosa importante e che da un eleganza classica all’ambiente sono i tappeti.

Lo spazio ristoro

Dedicare un angolo a un mobile con ruote per il ristoro, ovvero con una caffettiera all’americana, dell’acqua da bere, bicchieri di carta, qualche piccolo conforto, tipo biscotti o crackers, e frutta. Per poter realizzare qualche spuntino senza muoversi dalla stanza stessa e senza lasciare i clienti o i pazienti da soli.

Altri elementi molto importanti sono gli avvolgi-cavi, i portapenne gli organizer e tutti quei piccoli oggetti che possono creare funzionalità e ordine; immancabile anche una libreria; e un attaca-panni a muro.

Arredare un negozio: 3 consigli utili

L’arredamento di un negozio non deve essere legato unicamente al puro gusto personale, ma diventa un potente strumento di marketing che può contribuire in maniera determinante ad incrementare la curiosità e incentivare le vendite. Ecco 3 consigli utili su come sfruttare al meglio il potenziale dell’arredamento.

L’accoglienza

Un negozio deve saper accogliere il cliente, farlo sentire a proprio agio, catturare la sua attenzione e fargli credere che si trova nel posto giusto per acquistare i prodotti che cerca, potendo contare anche sui consigli di professionisti.

Ovviamente un arredamento varia in base alla tipologia di merce esposta, ma vi sono delle regole standard che esulano dal settore.

È necessario, innanzitutto, creare un ambiente accogliente per poter iniziare a instaurare un bel rapporto con chi varca la soglia del negozio. Avere, ad esempio, un paio di diffusori di essenze profumate legate alla stagione (senza esagerare con l’intensità) è un modo per poter mettere a proprio agio chi entra.

Gioca un ruolo importante anche la pulizia e l’ordine: non c’è cosa migliore che creare un ambiente curato e gradevole! Per disporre la merce nel migliore dei modi, consigliamo di seguire le tecniche di Visual Merchandising, che servono per creare una logica nell’esposizione, guidando il compratore e stimolando la sua curiosità. Vediamone un paio qui di seguito.

La luce

In un negozio la luce è davvero importante, non solo per valorizzare i colori delle pareti e degli oggetti, ma anche perché aiuta a creare un effetto rilassante o dinamico a seconda dei casi e della merce esposta.

Alcune aree necessitano di luci soft dai toni rilassanti, utili anche per riproporre un ambiente casalingo, altre invece richiedono un focus speciale su un prodotto specifico su cui si vuole porre l’attenzione e attirare l’interesse della gente.

Il consiglio è quello di pensare a una vera e propria progettazione dell’illuminazione perché realmente può essere un valore aggiunto e stimolare le vendite.

Posizionare successivamente alcuni punti luce in luoghi strategici, come ad esempio una lampada da tavolo nella zona della cassa oppure su un tavolo (se si vende pelletteria o abbigliamento), può essere un modo per trasmettere al cliente un messaggio di trasparenza che viene spesso ben colto e apprezzato, generando fiducia.

I colori

I colori sono importanti, al punto che esiste un vero e proprio linguaggio che è in realtà uno strumento di marketing. Ciascun colore presenta un significato che deve essere consono e complementare alla tipologia di articoli commercializzati.

Il blu, ad esempio trasmette fiducia e pacatezza e lo stesso vale anche per il verde, mentre colori più accesi come rosso, arancio e giallo sono più orientati a comunicare dinamismo e prezzi convenienti.

Grigio, beige, tinte dorate o argentate sono sinonimo di eleganza e valore (vendita oggetti preziosi, boutique, articoli di stile o di design), mentre tinte sfumate o pastello riconducono a spensieratezza (ad esempio negozi di giocattoli o aree bimbi dipinte in rosa, azzurro o verde chiaro).

I colori favoriscono dunque la creazione di un ambiente accogliente e capace di coinvolgere il cliente, proiettandolo all’interno di una realtà nuova che vuole però essere subito riconducibile alla sua personalità e a ciò che sta cercando.

Affidarsi a professionisti deve essere la priorità, scegliendo magari fornitori che possano aiutarvi nella composizione delle vostre vetrine.

DC Distribuzione, leader dell’Ingrosso Integrato fornisce tutti gli strumenti di Visual Merchandising utili a rendere il tuo negozio accogliente e che invogli il cliente o potenziale tale ad acquistare i vostri articoli.